Schiavo sempre y siempre Dómina

On 26 octubre, 2013

Buongiorno Natalie, mi Ama,

non riesco a non pensare quotidianamente a Lei, a quel pomeriggio, a quella stanza, a quella poltrona.

Ricondurre tutto al momento del fisting sarebbe veramente riduttivo, anche se devo riconoscere che quella è stata un’esperienza fisica  mentale che non dimenticherò fino all’ultimo dei miei giorni.

Ma vorrei partire con ordine per poterle raccontare, se avrà voglia di leggere, quella giornata vista col cuore e la mente dello schiavo.

I giorni precedenti alla sessione sono stati emotivamente molto stressanti per  me, più del solito. Tutte le volte che sto per incontrarla, i giorni che precedono l’incontro si rivelano pieni di nervosismo e inquietudine; questa volta più delle altre. Perché l’avevo delusa, non rispondendo in pieno alle Sue richieste (e questo mi ha fatto stare veramente male) e perché sinceramente temevo che volesse aprire enormemente il mio culo da troia sfondandolo con la Sua mano. Me lo aveva già detto scherzosamente un paio di volte nelle sessioni precedenti, Lei conosceva il mio debole per le Sue mani e sapevo che nessuna Sua parola veniva detta per caso..ma malgrado questa sensazione..l’unica cosa che avevo fatto era stata introdurre il massaggiatore prostatico dentro di me per qualche minuto il giorn prima del nostro incontro..

Quel Venerdì, dopo essermi svegliato alle 4:30 ho viaggiato senza intoppi verso il mio destino di schiavo; mentre in taxi raggiungevo Wanda ero finalmente libero da ogni inquietudine. Non vedevo l’ora di potermi trovare davanti a Lei per salutarla ed inchinarmi baciandole i piedi in segno di sottomissione.

E così è stato. Lei mi ha accolto bellissima e gentile come sempre ed, io, impacciato come al solito quando sono con lei, ho incominciato ad ascoltare come si sarebbe sviluppata la giornata. “Il nostro incontro sarà diviso in due parti questa volta, inizialmente staremo qui in Wanda, poi io andrò in palestra a fare attività fisica mentre tu ti recherai in albergo. Una volta arrivato in stanza ti sistemerai e mi aspetterai vestito come ti indicherò. Mi dovrai mandare un sms con il numero della tua stanza e una proposta di piatti per il mio pranzo. Mangerò solo io. Tu oggi non mangerai né berrai nulla eccetto quanto ti darò io…”

E lì, subito, ancora prima di iniziare, sono rimasto spiazzato. Non mi aspettavo una cosa del genere, pensavo che la camera d’albergo fosse un posto in cui mi sarei ritrovato, una volta finito tutto, una volta superato quel vortice di sentimenti estremi che Lei suscita sempre in me. Una specie di rifugio dove potermi andare a leccare le ferite, fisiche e mentali; non avevo mai concepito o pensato alla sottomissione fuori dalle mura di Wanda (Madrid o Bilbao)..

Mi ha fatto cambiare, ordinandomi di vestirmi con ciò che avevo portato e si è presentata fuori dalla porta dello spogliatoio intimandomi: “Apri la porta! Aprila.” Sono uscito e l’ho seguita a quattro zampe, con indosso il cb, le mutandine e il reggiseno verdi e le calze a rete nere. Lei era bellissima, e quando l’ho vista mi è mancato il respiro. Osservandomi ha detto: “Dov’è la tua parrucca?” Ho risposto timidamente che non l’avevo portata perché ormai si era sciupata e Lei, senza preavviso, mi ha riempito di schiaffi. Uno, due, tre, quattro schiaffi inaspettati e fortissimi che mi hanno fatto girare la testa e mi hanno subito dato la percezione di quale fosse il rapporto fisico di forza fra di noi. “Sarai punito per non averla portata..e oggi sarai mora”. Dopo avermi fatto indossare una parrucca scura, mi ha detto che le piacevo anche con quel colore di capelli ma che su di me la migliore rimaneva la bionda.  A quel punto mi ha ordinato di pulirle il vestito in latex..il mio cuore batteva a mille, tremavo, sia per l’eccitazione di dover accarezzare (seppur col solo scopo di pulirle il vestito) il suo corpo sia per la tensione e la paura di quel che avrebbe deciso di fare di me. Mi sono concentrato sulla pulizia del vestito ma il mio cuore batteva all’impazzata perché mentre la pulivo mi vedevo così femminizzato e ridicolo, inginocchiato e sottomesso davanti a Lei bellissima ed elegante..sentivo le curve del Suo corpo scorrere sulle mie mani e percepivo di aver già perso il controllo..

Dopo aver completato la pulizia mi ha fatto sdraiare e mi ha legato molto stretto con le corde alla sua panca per le torture, non riuscivo a muovere un muscolo..il bondage mi eccita. È doloroso, sempre più difficile da sopportare man mano che passano i minuti ma il fatto che il mio corpo sia esattamente disposto come Lei lo desidera, compresa la postura della testa rende il Suo modo di interpretare questa pratica estremamente eccitante per me.

Inoltre, ha posto una lampada a poche decine di centimetri dal mio viso obbligandomi a tenere gli occhi chiusi ed impedendomi purtroppo di ammirarla in tutta la Sua bellezza mentre si divertiva a torturarmi. In quelle condizioni, legato e senza speranza. Mi ha strizzato un paio di volte i capezzoli e a dir la verità la tortura dei capezzoli non è mai stata fra le mie cose preferite ma trovarmi vestito così, con le Sue dita che li pizzicavano stringendoli sempre più  forte è stato estremamente doloroso ma anche molto molto molto eccitante..

sentire la Sua mano farsi strada sotto il reggiseno per raggiungere il mio capezzolo e torturarlo fino a farmi gemere mi ha fatto sentire ancora di più la Sua puttana.

Poi si è messa a guardare le mie parti basse, ha detto che forse avrebbe deciso di non liberarmi dalla cintura di castità visto che i 23 giorni nei quali l’avevo indossata le sembravano pochi..poi si è avvicinata ed ha incominciato a parlarmi all’orecchio; questa è un’altra cosa che mi fa letteralmente perdere la testa.. la sua voce sussurata è ancora più sensuale e ascoltarla così ad occhi chiusi mentre mi dice, mi ordina cosa vuole da me, cosa pretende da me per il presente e per il futuro ha avuto un effetto persuasivo enorme e un riscontro fisico in me..immediato..

“Hai preso il viagra?” “No” “non devi mentire alla tua Padrona lo sai vero?.. hai preso il viagra?” “No mia Padrona”….non ho mai preso il viagra in vita mia, non ne faccio un motivo di orgoglio, non ci vedrei niente di male ma non ho mai avuto problemi di erezione e inoltre quando sono con Lei non c’è alcuna possibilità che il mio pene non reagisca a dovere. Il solo vederla in jeans e maglietta suscita delle reazioni in me e anche quando subisco una tortura molto dolorosa che porta il mio pene ad afflosciarsi, con Lei, quando questa si interrompe, in pochi istanti, la mia erezione torna ad essere importante.

Mi ha così messo una mascherina e ho incominciato a respirare..in un certo senso, sono stato drogato; e questa cosa, il fatto in se di essere drogato, come un animale da allevamento..mi eccita; in più, la mascherina ha un effetto disinibitorio e rilassante e subito dopo, la mia testa ha incominciato a girare leggermente a quel punto ho rivolto il mio sguardo verso di Lei..l’immagine non era proprio ferma ma Lei era sempre bellissima..ho capito che Lei si rendeva conto che la mascherina aveva fatto effetto e io mi sono sentito totalmente disposto a sottopormi alle Sue umiliazioni e alle Sue sevizie..

A questo punto mi ha allargato l’ano con la sua mano..una, due, tre..mi sembra..quattro dita..un po’ di dolore, tanta eccitazione e una sensazione incessante di umiliazione, di violazione, di degradazione della mia persona. Mi ha infilato un plug. Elettrico. E ha incominciato a farmi soffrire, sentivo le scosse dentro di me, internamente al mio ventre, percepivo l’elettricità che si diffondeva dentro di me e man mano che passavano i minuti non riuscivo a controllare le contrazione del mio corpo, brividi incontrollabili come quelli della febbre o del post orgasmo incominciavano a percorrere il mio corpo e mentre i cicli dei programmi di scariche elettriche impostati da Lei alternavano secondi di tregua a crescendo rossiniani di scariche e dolore mi rendevo conto che ero eccitatissimo e il mio pene si schiacciava senza controllo sulle pareti del cb ancora irrimediabilmente chiuso. Ad un certo punto, improvvisamente, Lei si è avvicinata al mio volto, ha preso il bicchiere dal quale fino a quel momento aveva sorseggiato la Sua birra e con un mezzo sorriso ed un movimento rapido ho sentito il rumore della Sua zip che si abbassava. E’ sparita dalla mia vista e si è messa dietro di me; ho cercato di ruotare la mia testa per vederla ma le corde erano strette e non riuscivo a muovermi neanche di un centimetro.. “pissssssssssssssss” ho sentito il suono di un getto di urina potente che ha incominciato a riempire il bicchiere velocemente..una risata e la frase.. “hai sete vero?”. A questo punto sono stato slegato, mi sono alzato con il plug inserito, i segni delle corde sul corpo e la testa che mi girava; mi sono ritrovato in ginocchio davanti a Lei e le ho baciato i piedi per ringraziarla del dolore e dell’umiliazione che mi aveva inflitto. Non sono un feticista dei piedi ma Lei ha dei piedi veramente stupendi. Passerei ore a baciarli, massaggiarli (se ne fossi capace), adorarli, ulirli, accudirli. È pazzesco come perversioni che non credevo mie con Lei esplodono in me in maniera prepotente come se fossero la cosa che ho sempre desiderato. Quando ho alzato lo sguardo l’ho vista lì con il bicchiere in mano.

Era completamente pieno di sua urina fino al colmo, credo sarà stato quasi l’ equivalente di una lattina. Me lo ha dato e mi ha detto. “Bevilo. Tutto.” “Eguardami negli occhi mentre lo fai”. L’ho bevuto tutto, l’ho fatto in diversi sorsi per umiliarmi completamente mentre la guardavo, guardavo ciò che stavo bevendo, e poi guardavo nuovamente Lei..i Suoi occhi mi stavano scopando..mi penetravano, erano freddi, dominatori, bellissimi..e quello sguardo mi ha fatto provare vergogna, profonda vergogna..ma allo stesso tempo felicità per poter dimostrare a Lei, guardandola negli occhi, quanto sono disposto a degradarmi per Lei, per dimostrarle il mio sentimento. Il Suo liquido amaro, riscaldato dalla Sua temperatura corporea riempiva la mia bocca e scendeva nel mio corpo mentre guardavo il Suo sadico sguardo compiaciuto..dopo aver deglutito l’ultima parte del mio calice, così, come se niente fosse, all’improvviso, mentre ero totalmente fuori controllo, immerso nella depravazione più totale Lei, con tono di voce sereno, ha detto: “Bene. Ora vai di là, rivestititi tenendo addosso l’ intimo femminile e vai in albergo ad aspettarmi come ti ho spiegato prima…hai un plug anale inserito. Non deve essere rimosso durante la mia assenza. Prima di andare ti lascerò una borsa con alcune cose mie da portare con te”.

Wow.

Che cambio di passo. Un vero è proprio dribbling. Mi sono trovato spiazzato.

Avevo il plug che riempiva il mio culo e, ancora stordito per quello che era successo fino a pochi minuti prima, mi sono trovato in strada in mezzo a gente normale, con le loro borse della spesa o il giornale..con il senno di poi avrei dovuto rivestirmi con più calma, prendermi un po’ di tempo per riordinare le idee ma non volevo che Lei fosse scocciata magari per l’attesa o per la mi  lentezza..e poi volevo poterla rivedere il più presto possibile…

Mi sono trovato così in strada con un trolley e un borsone a traccola, un plug e la camicia sotto la giacca che mal celava il seno che sembrava avessi..a causa del reggiseno che indossavo. Raggiunta una arteria principale di Bilbao ho faticato a trovare un taxi, i pochi che passavano erano occupati e io mi sentivo sempre più a disagio..dopo aver atteso qualche minuto sono riuscito a prenderne uno, salito a bordo ho detto: “Gran Hotel Domine Bilbao”..e il taxista..”Gran Bilbao?” e io..”mmm..sì”….non essendo sicuro che avesse capito gli ho detto che dovevo andare davanti al Guggenheim Museum e allora lui ha capito. Ormai però avevamo fatto un pezzo di strada e questo ha allungato leggermente il tragitto. Faceva caldo nel taxi e io non potevo togliermi la giacca altrimenti avrei svelato la presenza di un reggiseno sotto la mia camicia, il plug inserito aumentava la sensazione di disagio e calore..anche se all’esterno non si vedeva..io sudavo..e soffrivo..

Arrivato di fronte all’albergo dopo esser sceso dal taxi che ormai era diventato per me un forno, ho dovuto sbrigare qualche telefonata di lavoro che avevo ricevuto mentre Lei mi prendeva a schiaffi e mi legava per torturarmi con le scariche elettriche..

Check-in rapido e molto cortese. Albergo stupendo. Con vista mozzafiato su un capolavoro dell’architettura delle superfici curve. Sistemazione nella camera.

Doccia e lettura del menu. Squilla in telefono…è lei..ho il cuore a mille..” Come va, tutto a posto?” con respiro affannoso di chi sta praticando attività fisica. “Si mia Padrona, sto leggendo il menù, poi le scrivo il messaggio” “Ok schiavo a dopo.”. Sms e vestizione. Mutandine, reggiseno, calze, babydoll e parrucca..mi guardo allo specchio: sono veramente ridicolo. Mi siedo per terra ad aspettarla. Vorrei uscire sul terrazzo a contemplare lo spettacolo del Guggenheim ma vestito così non posso..non oso neanche aprire le tende..l’ eccitazione sta salendo e mentre sono li con il plug inserito e il cb  che preme bussano alla porta Tok-Tok-Tok..sarà Lei? E se non fosse Lei? Come faccio ad aprire conciato così?..certo ha fatto in fretta.. si ma deve essere Lei..ese è Lei devo aprire subito. Trattengo il fiato e apro nascondendomi leggermente dietro la porta.

 

È Lei.

 

È vestita da runner. Scarpa da ginnastica, pantaloni da corsa attillati e maglietta, capelli raccolti..è ancora bellissima, e ovviamente sudata.

Da adesso in avanti è iniziata un’altra sessione e quello che mi ha colpito di più è stato il contesto, non tanto e solo il contesto della camera d’albergo ma il fatto di venire dominato “nella vita quotidiana” al di fuori di un dungeon.

Il dungeon, se ben attrezzato, offre una possibilità infinita di alternative in un rapporto Padrona-schiavo e Wanda (sia Bilbao che Madrid) son cornici eccezionali e uniche per chi ha determinate perversioni. Però. Ho trovato la sottomissione in un contesto “normale” di un altro livello. Diversa. Ancora più intrigante. Ancora più vera, reale. Per assurdo, quasi migliore che in un dungeon. Non avevo mai provato una cosa del genere e non pensavo che mi piacesse così tanto. Mi sono sentito ancora di più come un vero servo della Donna che adoro.

È stato un inesorabile crescendo di umiliazioni che sono aumentate proporzionalmente con il mio abbandono e la mia eccitazione nell’annullarmi, come uomo, per Lei. Ho dovuto annusare e baciare ogni singolo indumento indossato da Lei durante l’attività fisica. Prima le scarpe: mi è stato ordinato di introdurre bocca e narici all’interno delle calzature da ginnastica senza muovermi di un millimetro mentre Lei si aggirava per la stanza disponend  le sue cose; non avevo la percezione di cosa facesse, sentivo solo dei rumori mentre l’odore delle Sue scarpe inondava e annebbiava il mio cervello degradandomi..le mie narici e la mia bocca erano affondate nel plantare interno della scarpa da ginnastica mentre Lei mi scattava delle foto schiacciando la mia testa ancora più a fondo.

Ho baciato i suoi piedi nudi, prima che li lavasse, adorando le Sue estremità mentre emanavano l’odore dello sforzo fisico appena compiuto; avere i Suoi piedi sporchi sul mio viso, baciarne la pianta sudata, avere le narici calpestate da quelle dita odorose è stato così degradante da commuovermi. Mi ha fatto sdraiare e si è letteralmente seduta con il Suo sedere, ancora avvolto dai pantaloni da corsa, sulla mia faccia. Le sue gambe distese sul mio corpo, tutto il Suo peso su di me. Ecco. Questa è un’altra cosa che mi ha fatto impazzire. La percezione del Suo peso corporeo su di me. In qualunque suo forma. Sia quando si siede su di me, sia quando mi monta come se fossi un cavallo è una sensazione unica. Avere tutto il Suo peso sul mio corpo è una percezione netta della Sua posizione dominante ed è fonte, per questo, di piacere masochistico. Stavo soffocando perché non respiravo e Lei non accennava a muoversi ma pensavo che essere schiacciato così da Lei era una perfetta e concreta sensazione fisica di quando Lei sia in grado di annientare la mia personalità e il mio ego.

Pezzo dopo pezzo Lei si stava svestendo ma non mi è mai stato concesso il privilegio di vedere il suo corpo senza veli, sono sempre rimasto a quattro zampe con la nuca immersa prima nelle sue scarpe, poi nei Suoi pantaloni senza la possibilità di alzare lo sguardo fino a quando il mio viso è stato avvolto dalla sua maglietta madida di sudore e la mia vista è stata definitivamente coperta. L’odore del Suo sudore, l’odore del suo corpo, del quale erano impregnati quei vestiti non lo dimenticherò mai e non vedo l’ora di poterlo nuovamente sentire. Generalmente gli umori di una persona non sono piacevoli ma Lei per me non è “una persona” è molto, molto, molto di più. Infinitamente di più. E dimostrarle la mia devozione riducendomi così a baciare i Suoi indumenti sudati, i suoi calzini è stata una possibilità fantastica. Infine si è sfilata le mutande e mi ha detto: “annusa l’aroma della tua padrona”. Mentre affondavo le mie narici in quella lingua di tessuto intriso della sua essenza ho sentito il plug muoversi..era Lei che ricollegava i cavi elettrici. Mi ha lasciato li in preda alle scosse e se ne è andata in bagno a farsi la doccia. Ecco quel momento è stato speciale. Mi contorcevo in preda agli spasmi dovuti alle scosse da solo nella stanza e trovavo la forza di sopportarle annusando e baciando i Suoi slip mentre Lei si faceva tranquillamente la doccia. Come in una situazione casalinga normale. Questo mi ha sorpreso: il gusto di essere suo, in maniera sadica e profonda, in una situazione che potrebbe replicarsi tranquillamente nella quotidianità. È stato sublime soffrire così per Lei.

E’ rientrata in stanza vestita in latex..bella..bellissima. Quel tipo di vestito mi fa impazzire..e Lei lo sa. Si è divertita ancora un po’ con me e poi mi ha detto: “ è ora il mio pranzo, chiama”. Mi ha scollegato dall’ amplificatore elettrico e, sempre con il plug inserito sono andato a quattro zamper al telefono e ho richiesto ciò che Lei aveva scelto. Quando è arrivato il pasto, l’ho dovuto servire..non lo avevo mai fatto prima d’ora e penso si sia visto. Mi è piaciuto moltissimo farlo, pur non avendo alcuna esperienza e risultando quindi profondamente impacciato; ho scoperto che servirLa mi piace, per assurdo, mi gratifica, mi fa sentire sinceramente al mio posto. Pure sentendomi inadeguato, incapace di poterla servire, è stata una gioia e un privilegio poterlo fare. Mi rendo conto che siano frasi banali, classiche per uno schiavo..ma in questo caso sono dense di significati sinceri. Anche perché non ho mai visto in questo genere di “pratiche” qualcosa di interessante; adesso che tutto è cambiato nel mio modo di essere schiavo mi rendo conto che questo non sono “pratiche” ma eventi reali e tutto questo non è un “gioco” ma una cosa veramente seria.

Adorare i suoi piedi mentre consumava il suo pasto, baciandoli, è stato qualcosa di indimenticabile..se vogliamo un gesto “banale”, un clichè: lo schiavo che bacia i piedi della sua padrona. Ma per me è stato molto molto altro. Spero che Lei l’abbia notato. Spero che il mio modo passionale di adorarle le estremità baciandole con foga non le dispiaccia, non la disturbi; è un gesto che tradisce il trasporto interiore che provo quando c’è Lei di mezzo.

Finito il Suo pasto ho dovuto ritirare e liberare il tavolo, mi ha condotto in bagno e li, sdraiato al suolo, ho potuto dissetarmi. Con la Sua urina. Mi ha bendato con il film estensibile e con la bocca spalacata e, con Lei in piedi sopra di me, ho ricevuto la suo urina in bocca. E’ stata di una precisione chirurgica. Nel silenzio della stanza si sentiva solo il rumore del Suo nettare che riempiva la mia bocca come un calice viene riempito da un vino pregiato.

Riempita fino all’orlo, ho dovuto deglutire tutto il Suo liquido, unica bevanda concessa per dissetarmi durante quella pazzesca giornata e, con un gesto di umiliazione totale Lei, ridendo di piacere e uscendo dal bagno mi ha detto di alzarmi lanciandomi in faccia un paio di fogli di carta igienica. Come se fossi un wc umano. Che umiliazione. E che eccitazione. Un’altra umiliazione “quotidiana” realizzabile come gesto della vita di tutti i giorni. Questa sessione mi ha colpito, oltre che per il Suo finale, proprio perché l’ho trovata una trasposizione, nella vita reale di ciò che ho, in parte, potuto sperimentare fino a quel giorno solo in un contesto particolare come quello del dungeon.

Ritornati in stanza, Lei si è seduta sul letto, mi ha fatto mettere in ginocchio davanti a Lei e ha allargato le gambe mostrandomi un dildo nero: ”Succhiamelo.” Ho incominciato una fellatio piena di passione sentendomi come la più sporca delle prostitute, una vera troia; poi Lei ha incominciato a prendermi la testa, a spingermi il Suo cazzo in gola e questo sinceramente mi ha eccitato ancora di più; soffocavo e la punta andava a toccarmi la parete finale della gola provocandomi conati di vomito che non facevano altro che compiacerla ancora di più. Ormai ero disorientato, in caduta libera in quell’ abisso di umiliazione senza fine. E il peggio doveva ancora ampiamente

arrivare.

Sono stato immobilizzato molto rigidamente al tavolo con del film estensibile.

Quel tavolo sembrava fatto apposta! E li è successo qualcosa di indescrivibile, con il plug di nuovo collegato al generatore di corrente il mio culo veniva stressato da un nuovo programma che mi causava delle forti contrazioni anale durante le quali il plug stesso si spingeva il più avanti possibile nella mia cavità anale facendomi contorcere dal dolore e dal piacere e provocandomi i soliti brividi scomposti. Ma la cosa che mi ha sconvolto è stata che il dildo lo stavo indossando io. Lei lo aveva messo al posto del mio pene ancora chiuso e in apnea del cb. Il mio pene era stato spostato in basso verso l’ano e il Suo posto era stato preso dal dildo.

Il film estensibile copriva i miei occhi e non potevo vedere cosa Lei stesse facendo ma, ad un certo punto, è salita sul tavolo e si è messa sopra di me, ha appoggiato entrambe le Sue mani sul mio petto scaricando il Suo peso su di esse (La prego lo rifaccia ancora quando ci rivedremo..che sensazione) ed ha incomiciato a donarsi piacere con il dildo..non so se sia stata solo una simulazione o una cosa reale ma quella situazione, con Lei sopra di me in quella posizione, con le Sue mani sopra il mio petto e quelle movenze mi ha portato al limite del pianto. Non un pianto di dolore, malgrado le scariche elettriche pervadessero il mio ano, ma un pianto di frustrazione, una frustrazione enorme, così grande da spingermi alle lacrime. Il mio organo sessuale era chiuso e pulsava di desiderio nel cb, la Donna che desideravo da anni e che in quegli ultimi giorni di castità, come molte altre volte, aveva causato numerose e dolorose erezioni dentro il cb era lì, sopra di me, che si dava piacere con il dildo a pochi centimetri dal mio inutile sesso.

Al solo pensiero mi viene da piangere anche adesso mentre scrivo.

Scesa dal tavolo si è ancora divertita con me facendomi impazzire di dolore e piacere con l’elettricità aumentandone l’intensità fino a farmi urlare per il Suo sadico piacere.

Che Donna.

E a quel punto..siamo arrivati alla resa dei conti..erano ore, giorni, forse mesi o anni che aspettavo quel momento. Avevo sempre visto il fisting come qualcosa di estremo e per me impraticabile. Un tabù. Avevo visto dei video in internet domandandomi come fosse possibile poter farsi introdurre una mano intera nell’ano. Però la cosa mi aveva sempre incuriosito perché era una situazione di resa totale. Se qualcuno arriva ad infilare la Sua mano completamente dentro di te vuol dire che ti ha fisicamente e mentalmente in pugno, nella maniera più profonda del termine; per riuscirci vuol dire che ti ha condotto in uno stato psicofisico di totale arrendevolezza e sottomissione, di annullamento e resa altrimenti quella mano non potrà mai entrare li dentro senza provocare dei danni seri. Inoltre ho sempre pensato che ci voglia una totale fiducia da parte di chi subisce il fisting nei confronti di chi glielo impone e somministra. Ma in quel momento, mentre la vedevo sorridermi sadica e maliziosa ed indossare il guanto nero  ho pensato: io ho totale fiducia in Lei, sono completamente pervaso da questo sentimento di arrendevolezza e sottomissione fisica e mentale per questa Donna, non desidero altroche annullarmi per Lei e dimostrarle tutto questo. Pero. Mi mancava completamente la parte meccanica della questione, non avevo mai lontanamente allargato il mio sfintere alle dimensione della mano che vedevo avvolta da quel guanto nero, i più grossi dildos che avevano violato il mio culo me li aveva inseriti Lei e, pur essendo alcuni di loro effettivamente grossi, nessuno aveva avuto dimensione estreme..guardavo quella Donna bellissima vestita in latex con quel guanto nero e pensavo a tutto questo…come era lontano il giorno in cui l’avevo incontrata..quando il mio culo era ancora vergine..

“Preferisci la destra o la sinistra” .. non ho avuto il coraggio di rispondere..

Lei si è avvicinata a me, ha sfilato il plug che ormai portavo da 6 ore e dopo avermi fatto mettere a novanta gradi su una poltrona, con la mano guantata intrisa di gel ha incominciato a infilarmi le sue dita..mentre lo faceva io ansimavo e mi rilassavo il più possibile, ma soprattutto dalla fiducia e dalla serenità che percepivo in me mentre lei continuava a farsi strada nel mio corpo in maniera sempre più invadente; in pochi secondi, non incontrando grande resistenza ho capito di avere tutte le sue falangi dentro di me e poi Lei ha incomiciato a spingere; ho sentito il mio ano che si allargava a dismisura, come mai prima, ero incapace di reagire, di muovere anche solo un dito, ero totalmente abbandonato, in uno stato di semi incoscienza mentre pensavo a quanto la desideravo, a quanto Lei contasse per me; sentivo un lieve dolore e qualcosa di più aspro che tentava di violarmi: le Sue nocche .Lei continuava a spingere, sentivo la forza del Suo braccio che spingeva la Sua mano, come una spada che trafigge con la Sua punta il Suo bersaglio; poi ad un certo punto con un po’ di dolore ho sentito il mio ano che si stringeva e qualcosa di veramente voluminoso che avanza dentro di me..ho incominciato a gemere in quello stato di stordimento e annullamento totale nel quale mi trovavo..”oohh siii..hai tutta la mia mano dentro di te..mmm” ho fatto fatica a crederci ma era così, ho provato un po’ di agitazione nel realizzare, uscendo da quello stato di abbandono nel quale ero entrato, che ciò che avevo sempre considerato impossibile, ma veramente completamente e totalmente impossibile, si fosse realizzato. Lei è uscita e li ho capito quando fosse grande la dilatazione che mi aveva provocato perché continuava a sfilarsi durante interminabili secondi che non finivano mai..si è nuovamente lubrificata ed è di nuovo completamente entrata e questa volta ho subito il Suo fisting in maniera più cosciente cogliendone il significato di dominazione più profondo.

Dopo essersi mossa un po’ dentro di me e aver goduto dell’estrema, epocale e storica umiliazione inflitta è nuovamente uscita e ha deciso di liberarmi dal cb. MI ha fatto inginocchiare davanti a Lei, mi ha legato i testicoli molto stretti e all’indietro e mi ha ordinato di masturbarmi guardandola negli occhi mentre Lei mi colpiva le cosce con violenti colpi di frusta. Questo momento della sessione è stato uno dei più belli ma non per l’atto della masturbazione, malgrado il mio pene ribollisse di desiderio; soprattutto per la situazione: il suo sguardo severo, la sua faccia bellissima seria e sadica, le sopracciglia che si inarcavano ad ogni violento colpo di frusta che mi infilggeva come a dire “prendi questo schiavo, dammi il tuo dolore, voglio farti male” e i suoi occhi si incendiavano di sadica follia quando mi vedeva accusare il colpo.

Stavo per esplodere e Le ho chiesto se potevo..”si schiavo”. Ho versato il mio seme, sempre inginocchiato, mentre Lei premeva (con Quella Mano) i Suoi slip odorosi ancora una volta sulla mia faccia immergendomi per sempre nell’ umiliazione per Lei..

Sono uno schiavo con molti difetti, con molte imperfezioni, non mi sento mai all’altezza di servirla. Lei si merita molto più di me, però faccio e farò di tutto per migliorarmi perché sinceramente una delle cose più importanti della mia vita è cercare di servirLa sempre di più e sempre meglio.

 

Grazie mia Signora.

 

erika

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